Sergio e’ morto. Stroncato da una malattia che non aveva lasciato speranze.
Ma potremmo dire che e’ stato abbattuto mentre caricava a cavallo le trincee fortificate dei demoni. Sergio e’ stato un grande combattente per la liberta’.
Uno che ha sempre messo la sua dignita’ di fronte alle convenienze.
Uno dei piu’ grandi disegnatori italiani, giornalista e vignettista acuto, originale e geniale, al quale questo sistema di merda ha negato la possibilita’ di lavorare.
Le grandi testate per le quali disegnava lo hanno via via cacciato perche’ non riusciva proprio ad arruolarsi nel manierismo leccaculo dominante.
Dentro di me io piango il fratello che mi ha lasciato, ma sento che sia giusto innanzi tutto ricordare che era un combattente della liberta’ di pensiero, armato di un pennello sublime. E credo sia giusto dire che molto nella sua malattia ha pesato l'essere cacciato, esiliato, lasciato per anni senza lavoro.
Lui non ha mollato, ha continuato giorno dopo giorno a pubblicare le sue straordinarie storie su www.angese.it.
Giorno dopo giorno, nonostante nessuno lo pagasse per farlo. Incredibile costanza.
E' andato cosi’ avanti per anni. Tentando continuamente nuove strade, resistendo nel dialogo con un pubblico di amanti della satira che lo avevano scovato nella rete.
Sergio ha collezionato una quantita’ incredibile di porte sbattute in faccia. L'unico lavoro che gli era restato era uno spazio quotidiano sulla Nazione-Resto del Carlino, pagato una cifra vergognosamente bassa.
Uno spazio concesso quasi con fastidio, in una situazione nella quale qualunque sua proposta veniva bruciata sul nascere.
Sopravviveva in quello spazio perche’ non aveva altro e non voleva smettere di raccontare, comunque, a un grande pubblico.
Un genio al quale e’ stato impedito di lavorare, di produrre le sue infinite idee.
Lascia una casa che ha costruita pezzo per pezzo e che e’ un capolavoro di eleganza e fantasia.
Lascia una quantita’ enorme di disegni e storie. E molti amici.
Per ultimo ci ha regalato anche l'esperienza di vedere un uomo che affronta la morte con chiara coscienza della sua imminenza, continuando a vivere e amare la vita.
Sicuramente vivro’ il tempo che avro’ a disposizione con una determinazione piu’ forte, in futuro.
La vita e’ veramente preziosa e bellissima e anche nei frangenti piu’ tragici mantiene una sua poesia e eleganza.
Sergio se ne e’ andato con grande eleganza, magro da far paura, con in testa il basco con la stella rossa, la barba quasi bianca, estremamente bello anche se scheletrico.
Elegante come quando cavalcava lo stallone bastardo che aveva comprato a prezzo di carne da macello e trasformato in un magnifico alleato.
Bastava un piccolo segnale delle redini e lo spostamento indietro del corpo e il cavallo iniziava a camminare a marcia indietro e sembrava danzasse.
Se penso a Sergio lo vedo cosi’ anche se abbiamo passato molte piu’ ore a disegnare e discutere insieme piuttosto che a cavallo.
Mi fermo qua.
Vorrei aggiungere invece una nota.
In quest'Italia di merda ci sono cose che funzionano in modo straordinario.
In questi 2 mesi e mezzo di agonia abbiamo avuto contatti con diversi ospedali e cliniche, pubbliche e private. E abbiamo trovato isole di efficienza e di malsanita’ a volte divise solo da una porta. Nell'ultimo mese siamo finalmente approdati a una struttura pubblica assolutamente incredibile in Italia. Si tratta dell'Hospice di Perugia, clinica per le cure palliative, diretta dal professor Manlio Lucentini, con il quale collabora come psicologo il dottor Paolo Pannacci.
Si tratta di un luogo confortevole, colorato, con camere grandi per ogni singolo malato con un letto a disposizione di un parente. Sala da pranzo comune con libreria, divani, cucine a disposizione. Infermiere e dottori sono gentilissimi e presenti in modo premuroso e amorevole. E soprattutto queste persone riescono a compiere il miracolo di farti arrivare alla morte senza dolore aiutandoti anche psicologicamente. Il che in Italia e’ moltissimo, visto che siamo agli ultimi posti nella graduatoria mondiale dl consumo degli antidolorifici per i malati terminali. Queste persone hanno accompagnato Sergio, giorno per giorno sostenendolo in ogni modo. E in questo nella disgrazia e’ stato fortunato. Sergio ha avuto una morte dura, con una lunga estenuante agonia. Ma certamente ha avuto sopra tutto il grande dono della presenza di Ceres, la sua amatissima moglie che si e’ prodigata al di la’ del possibile, standogli vicino giorno e notte in un modo che poche persone riescono a fare. E credo che questo, insieme all'affetto degli amici che sono venuti a trovarlo da tutta Italia, sia stato per Sergio una giusta consolazione, un riconoscimento di quanto il suo amore, la sua amicizia e il suo lavoro siano stati per noi un regalo importante.
Ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza l'esistenza dl'Hospice, di uno spazio umano dove Sergio ha potuto concludere con dignita’ la propria vita.
PS
Il corpo del grande Sergio Angese, verra’ bruciato. Le ceneri saranno sepolte nel territorio libero dell'Universita’ di Alcatraz secondo le sue ultime volonta’.
Sulla strada che va alla torre, la’ dove sono le pietre dipinte, seppelliremo l'urna con le sue ceneri sotto una grande pietra sulla quale sara’ dipinto Astarte, il suo cavallo.
Chi passera’ da quelle parti potra’ parlare ad Angese.
Lui ha promesso che ascoltera’.
Che tu possa cavalcare in eterno nelle praterie del cielo.
Jacopo Fo
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Sergio e’ morto. Stroncato da
Sergio e’ morto. Stroncato da una malattia che non aveva lasciato speranze. Ma potremmo dire che e’ stato abbattuto mentre caricava a cavallo le trincee fortificate dei demoni. Sergio e’ stato un grande combattente per la liberta’.
Uno che ha sempre messo la sua dignita’ di fronte alle convenienze. Uno dei piu’ grandi disegnatori italiani, giornalista e vignettista acuto, originale e geniale, al quale questo sistema di merda ha negato la possibilita’ di lavorare.
Le grandi testate per le quali disegnava lo hanno via via cacciato perche’ non riusciva proprio ad arruolarsi nel manierismo leccaculo dominante. Dentro di me io piango il fratello che mi ha lasciato, ma sento che sia giusto innanzi tutto ricordare che era un combattente della liberta’ di pensiero, armato di un pennello sublime. E credo sia giusto dire che molto nella sua malattia ha pesato l'essere cacciato, esiliato, lasciato per anni senza lavoro. Lui non ha mollato, ha continuato giorno dopo giorno a pubblicare le sue straordinarie storie su www.angese.it.
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Un genio al quale e’ stato impedito di lavorare, di produrre le sue infinite idee. Lascia una casa che ha costruita pezzo per pezzo e che e’ un capolavoro di eleganza e fantasia. Lascia una quantita’ enorme di disegni e storie. E molti amici. Per ultimo ci ha regalato anche l'esperienza di vedere un uomo che affronta la morte con chiara coscienza della sua imminenza, continuando a vivere e amare la vita. Sicuramente vivro’ il tempo che avro’ a disposizione con una determinazione piu’ forte, in futuro. La vita e’ veramente preziosa e bellissima e anche nei frangenti piu’ tragici mantiene una sua poesia e eleganza.
angese a santa cristina
ricordo con chiarezza delle sere di lavoro febbrile e notti insonni con barga, paolo, melik altri e angese a lavorare all'eco della carogna. angese che suonava il piano, e nel suo suonare il piano rivelava se stesso, un cialtrone, simpatico e altero, felice di essere citato sulla quarta di copertina di un mio libro o su un premio ottenuto a forte dei marmi, un maestro stanco di essere stanco...ma bello da ascoltare. di lui commuove il ricordo delle mani, grandi e eleganti, che diventavano di bambino quando prendeva i suoi pennarelli di feltro sottile e animava la sua politica fatta di personaggini insignificanti, meschini, primo fra tutti il seboso mussi. ero un ragazzo rompipalle e sempre alla ricerca di soldi, che cercava di monetizzare un bel talento. E angese si scontrava non poco con questa mia visione della vita. lui la giacca l'aveva lasciata, come la moglie, e romanzava i motivi dell'abbandono. Aveva scelto di vivere nella easy side of the street, lasciando anche molti morti, feriti, contusi dal suo carattere spigoloso... qualche debito col sottoscritto l'ha lasciato pure, ma non fa niente. non è il primo della liste e anch'io devo molto a un sacco di gente. santa cristina in quegli anni era il suo covo, il nostro covo ed è stata l'esperienza redazionale più bella...peccato sia andato via così. La vita alla fine ci richiama sempre dalla parte dissestata della strada. Sei un bel ricordo, come pane e cotoletta al devil bar.
r
Chissà cosa voleva realmente dalla vita, Sergio...
Chissà cosa voleva realmente Sergio dalla vita. Quando l'ho conosciuto era stato arruolato a Paese Sera per tentare di riempire il buco lasciato aperto da Forattini, che su quelle colonne si era abilmente inerpicato e fatto il grande balzo verso la neonata Repubblica di Scalfari. Il tutto con legittimo merito, naturalmente. Sergio era stato preso da la Voce Repubblicana dove aveva un contratto per fare caricature di politici, cosa nella quale era abilissimo, ma di vignette vere e proprie non ne aveva mai fatte. Non ti preoccupare, gli fecero, te lo diciamo noi cosa disegnare. E partirono le vignette con Zaccagnini vestito da Don Chisciotte, a cavallo di un ippopotamo con sopra il simbolo della DC, insomma roba anni '50 che Sergio, disciplinatamente, eseguiva. Ma il risultato non piaceva troppo al poco fantasioso committente il quale aprì la porta ad altri vignettisti (tra i quali il sottoscritto, Roberto Perini ed altri ancora) con l'intenzione di sostituirlo. Sergio si accorse della manovra, prese il committente per la collottola (Sergio era un ragazzone un pò fumantino) promettendogli un lungo periodo di degenza al traumatologico e la sua carriera, appena avviata, potè continuare serenamente la sua strada. Diventammo amici e ci frequentammo per un breve periodo con le rispettive compagne. Lui, con la sua, dava vita ad improvvisi e folgoranti sketch. Ricordo quella volta che, fermatici alla pompa di benzina self-service, lui sbuffando rientrò in macchina incazzato perchè la macchinetta gli si era mangiate le diecimila lire. "Diecimila?!" fece lei "E perchè hai messo diecimila? Non potevi mettere cinquemila?" seguì discussione violentissima quanto incruenta, con noi due ospiti che non sapevamo che fare o dire travolti dall'improvvisa tempesta verbale. Ogni volta che ripenso a quell'episodio mi viene ancora da ridere con grande affetto. Poi le nostre strade si divisero ed ho seguito la sua carriera a distanza, anche se con qualche piccolo e momentaneo contatto, come a "Il Male". Sergio non era tipo da "Male". Lui vestiva con giacca e cravatta, aveva la famiglia con i figli e la macchina, sembrava più un impiegato di banca. Ma ormai era entrato in quel mondo ed era, in qualche modo, irresistibilmente attratto. Non sono neanche sicuro che fosse di sinistra. Quando si provava a parlare di politica, ricordo, lui glissava con mio grande disappunto. Ma l'impiegato di banca aveva una caratteristica molto apprezzata, in quella redazione di fumati e strafatti, era un tipo con i piedi per terra ed acquistò ben presto una sua autorevolezza e grande rispetto. E, piano piano, iniziò a sintonizzarsi. Questa volta i maestri erano molto più capaci di quelli che gli erano capitati a Paese Sera e Sergio iniziò a disegnare le sue prime copertine de "Il Male". Ricordo la mia meraviglia nel trovarmele davanti in edicola: l'impiegato di banca che si trasformava in fustigatore anarcoide di sinistra! Sinceramente non ci ho mai creduto molto. Penso che lui si trovasse molto bene in quella compagnia, in quel mondo trasgressivo e se ne sia cautamente appropriato per dare una svolta alla sua vita e godersela meglio. Via giacca e cravatta, e vai con il casale, i cavalli, una nuova compagna e la vita alternativa con Jacopo Fo in Umbria.
Insomma, se l'è goduta, Sergio. Ma poi è arrivata, improvvisa, la Grande Stronza, e se l'è portato via.
Ciao Sergio.
Dino Manetta
A Se'
Apparente disincanto e cinismo antico dei romani,
parolacce e political incorrectness,
le scelte meno facili sotto barba e cappellaccio…
ma anche la meravigliosa capacità di volare alto,
eppoi, magari ridendo,
di calarsi dentro le cose piu’ piccole con la sensibilità dei grandi.
Non ci credo che domani passo ad Alcatraz
e “dopo” non ci andiamo a bere una cosa sotto le travi della palestra,
a fumasse mille sigarette fino alle tre di notte.
Già, “dopo”…
Non ci sono riuscito a salutarti malato,
e ora non ce vojo crede che non m’appari da dietro,
colla manona sulla spalla e l’ultimo sogno in tasca
da estrarre come un coniglio dal cappello.
E non ho tollerato le paginone dei quotidiani,
senza quattro soldi di pudore,
e l’ignoranza crassa di un sistema della comunicazione
incapace di tutelare i suoi maestri…
quelli veri, quelli che anche con una vignetta,
per talento e sensibilità,
riescono a narrarti un mondo.
Eggià, perché cazzeggiando, cazzeggiando,
il Signor Sergio Angeletti mi ha confermato
che l’intelligenza, lo spirito, la dignità,
vanno difese, coltivate e mai rinnegate.
So che la vita mi ha fatto un gran regalo
a permettermi di conoscerti,
di esserti amico, di passare del buon tempo assieme,
però ora, è tosta.
Una lucetta è che magari,
“dellà”, se c’è,
ti posso ritrovare, e allora mi spavento di meno.
Per ora, su una barca che non ho
ma che ha già un nome,
racconterò di una tazzina di caffè,
come hai fatto tu con me.
Maestro, te vojo bene.
ho avuto il privilegio di
Saluto il proff Sergio
Mi ha insegnato che è più importante il viaggio che l'arrivo se pur indispensabile e lo stile ci rende unici.
Se dovessi ricordarlo in una stanza, sarebbe una foto ricordo ma ricordarlo fuori era un'armonia senza età.Corso estate '93.
Tom
Auguri Papà
Tanti auguri pà, 61 anni e te non ci sei più ti penso sempre..
Irene.
ciao e addio
Anche se ho visitato periodicamente il tuo blog, ho deciso di iscrivermi solo ora, per lasciarti in questo commento tutto il mio rispetto, la mia stima e il mio affetto; fin da bambino vedevo le tue vignette appese a casa mia (conoscevi i miei genitori) e ridevo ogni volta. cresciuto ho conosciuto le tue avventure e le tue geniali creazioni ne Il Male e in altre pubblicazioni. Hai lavorato ed eri tra i più grandi, Pazienza, Vincino, Vauro, Liberatore, Tamburini, Pino Zac e tanti altri. sono un pischello di poco più di 17 anni, aspirante fumettista disegnatore da sempre, che desiderava tanto conoscerti, anche solo per stringerti la mano.
E soltanto per un commento veloce di un conoscente sono venuto a sapere che questa possibilità ci è stata negata. Non sai quanto mi dispiace.
Un saluto grandissimo, da un ammiratore grandissimo, ci vediamo sabato prossimo. salutami Paz e gli altri, quando li vedi...
Andres Ayerbe
addio grande
Non ti conoscevo di persona, solo attaverso i tuoi lavori... sei stato un Grande, uno di quei pochi con la G maiuscola. Grazie di tutto
Mamo[quote]
Ciao Ange'
Ciao Ange', ciao Bie'. Ci salutavamo così 25 anni fa al termine delle lunghissime giornate a Paese Sera.
Caffè, sigarette e la gioia che ci regalavi.
La tua libertà era la più bella lezione per smontare il nostro furore di pivellini.
Poi ci siamo persi. Ma ho davanti a me, sulla libreria, "l'originale dell'Angese originale", quello del Biello incazzato perché qualcuno s'era fregato "l'originale dell'Angese originale" che mi avevi regalato.
Caro Sergio, ti ho pensato in questi anni che correvi libero sul tuo cavallo. Libero.
Ti ricordo così Ange'.
vito
con odio e amore
Caro Sergio,
ti scrivo perchè proprio non riesco a convincermi che non ci sei più.
Sono Sara, la tua allieva dei corsi estivi di giornalismo disegnato e poi della scuola di Perugia (“Dai, Sarè, se vieni con me a Perugia facciamo una scuola e ci mettiamo a scassare il cazzo a tutti i giornali con le nostre vignette..”.
Sara, proprio io, quella che tu definivi brava, bravissima ma una scassacazzi tale da trattare male proprio nel momento in cui le mie capacità e soprattutto la fiducia in me stessa cominciavano a prendere piede.
Non so come sarebbe andata se fossi rimasta con te a Perugia, dopo la scuola. Con te, con Paolo e tutta la nuova redazione del giornale nascente.
So che era la cosa che più desideravo al mondo.
E nonostante mi avessi più volte detto che mi consideravi davvero brava, forse la più brava di tutti (parole tue), mi hai fatto credere che io non potessi servire a nulla in redazione, mi facesti capire che abbandonare sarebbe stata la cosa migliore per tutti.
Mi dicesti: "Se sei solo capace di disegnare ma non mi sai fare delle battute, io non so cosa farmene di te".
Me ne andai.
A 25 anni, sconfitta, amareggiata e delusa.
Tornai a Milano, la mia inospitale città, che mai mi aveva dato nulla fino a quel momento.
Tornai leccandomi le ferite che, come vedi, dopo 13 anni, anche se in gran parte rimarginate, a volte sanguinano un po’.
Dopo, dopo un bel po’, grazie all’affetto e all’amicizia di Amleto, sono riuscita a ricostruirmi un po’ di quella fiducia in me stessa che con la zappa era stata frantumata, anche da te, che eri il mio maestro.
Mi sono rimboccata le maniche e sono entrata nella redazione di Cuore, come vignettista, da lì in poi la mia carriera ha preso in gran parte la strada che io volevo prendesse...ma questa è già un’altra storia.
E’ la storia della mia vita senza di te.
“Non sono un gran padre” mi dicevi... figuriamoci pretendere fossi un gran maestro...
Eppure io a te devo molto più di quanto tu possa immaginare.
Non eri un granchè come insegnante, spesso sentivo lamentare i miei compagni di corso su di te, dicevano che eri uno stronzo. Ma io, come la figlia accecata dall’amore per il padre, se pure un po’ stronzo, ti difendevo a spada tratta. Dicevo, e questo è sempre stato un motto importante per me, che non era importante che tu conoscessi l’arte dell’insegnamento, ma era importante che noi, comunque, imparassimo dal tuo vissuto, dalla tua esperienza diretta, di vignettista, di grande disegnatore.
Ho imparato più in quei tre anni a stretto contatto quotidiano con te che in interi decenni della mia vita.
Ho sempre detto che mio padre prima e tu dopo siete stati i miei unici maestri.
Cazzo, Sergio,
non mi va proprio giù questa cosa che sei morto (mio dio).
Io ti dovevo ancora spaccare la faccia per quello che mi hai fatto. Cristo!
Sei stato proprio un pezzo di merda con me. Questa è la verità e non lo dimentico.
Ma nonostante questo, nonostante abbia avuto dell’acredine per questi lunghi anni nei tuoi confronti, la notizia della tua morte, avuta già ben due giorni fa, mi ha sconvolto.
Quanto mi hai fatto soffrire, Sergio!
E che delusione amara quando ci riincontrammo 6 o 7 anni dopo che me ne andai da Perugia, a Forte dei Marmi.
Ormai io lavoravo a Cuore, a Musica e su altre testate, le vignette mie e di Amleto giravano. Cominciavamo a farci conoscere.
Quando ti vidi, in lontananza, con Ceres, mi emozionai parecchio.
Ero felice di rivederti ma anche un po’ timorosa.
Ti avvicinai, per salutarti, e la tua reazione lasciò letteralmente di merda sia me che Amleto.
Non mi baciasti, ci guardasti freddo e ci dicesti solamente, col tuo proverbiale sarcasmo: “Ah, vedo che adesso state da tutte le parti, eh? Migneco e Amlo di qua....Amlo e Migneco di là....bravi! bravi!”
Io non riuscii a dire niente, ero raggelata.
Amleto invece disse. “Beh, Sergio...si fa quel che si può”.
Quelle furono le ultime parole che uscirono dalla tua bocca nei miei confronti.
Ma come?
La tua allieva preferita la tratti così? Dopo tutto quello che era successo in precedenza?
Porca puttana, Sergio, ma come cazzo ti sei comportato? Sembravi addirittura invidioso..cristo. Io non vedevo l’ora di rivederti e che tu fossi orgoglioso di me, la tua triste allieva preferita, la più brava....
Una cinghiata sulle gengive.
E’ la vita, Sergio.
L’ho capito dopo, crescendo.
Ora che sono “adulta”.
Io ti ho voluto un gran bene nonostante tutto. Perchè sei stato un gran punto di riferimento per la mia crescita artistica ed umana. Posso dire che hai contribuito a dare una svolta alla mia vita e te ne sono grata.
Però dopo mi hai bastonata, umiliata. E qui hai lasciato uscire meschinità e menefreghismo, due componenti del tuo carattere.
Ecco.
Questo è quanto.
Piango per la tua morte.
Ti scrivo coi lacrimoni perchè ti ho odiato e voluto grandissimo bene.
Addio mio maestro
Sara
Sara e Sergio
Dino Manetta
Cara Sara,
la tua lettera, così disperata, mi ha colpito. Conoscevo Sergio, ci siamo frequentati proprio all'inizio, quando iniziò a lavorare a Paese Sera, e lo ricordo con grande simpatia e, adesso, sgomento per la sua scomparsa repentina. Ho mandato una lettera sul blog (ma non ho capito se è uscita)che non conoscevo ed al quale adesso mi sono iscritto come un gesto di omaggio alla sua memoria. Ed anche per partecipare di questa splendida ondata di commozione che si è messa in moto. Davvero struggente. Qualcosa di noi resta e questo ci aiuta a sopportare le amarezze e la durezza dell'esistenza. Sono andato su internet a cercare i tuoi disegni. Sono ben fatti. E buona l'idea di metterti in coppia. Se posso darti un consiglio, caricaturizza di più i tuoi personaggi, al momento sono molto illustrazioni e poco vignette. Ma il talento c'è. E vedo che lavori. Certo non hai scelto una professione facile. Te lo dice un collega e coetaneo di Sergio. Ma, se ci credi e sei molto determinata, come mi sembra, fai bene ad andare avanti.
Un abbraccio a tutti i blogger di Sergio
Dino Manetta
Ciao
Ho appena appreso la notizia dal blog di Grillo: sono basito e senza parole...ho 49 anni e sono cresciuto a pane e fumetti, tanti fumetti e tante mostre e manifestazion che adesso non esistono più, ora ci sono Lucca e Roma....Angese,Vauro,Vincino,Staino,Jac, tanto per fare qualche nome:Mi mancheranno i tuoi personaggi, il tu tratto, le "braccine" e le gambe filiformi dei tuoi disegni.Ci hai lasciati, lasciandoci in balia di Mollica,Forattini...salutami lassù jacovitti,Micheluzzi,Magnus,Zac,Paz,magari mentre vi sfogliate le pagine di Cannibale,Frigidaire,il Male,L'Anamorfico,Frizzer,Zut:ciao mitico Angese.
Marcello_59
Inno alla vita!
E’da qualche giorno che ho deciso di non scrivere post sul blog per lasciare che il Caos faccia il suo corso. Ieri però è successa una cosa strana che non voglio ignorare. E’ morto Angese. Che non è strano, è un dispiacere. Il fatto strano è che un centinaio di utenti della rete cercando notizie sula sua dipartita sono capitati nel mio blog. Lasciando anche delle risposte. Internet funziona così, internet non ha cuore. Non sapete nemmeno quanti soldi girino in internet. La visibilità è tutto. Crea contatti e business. Questo mezzo che per alcuni è libertà, possibilità di diffusione di idee e aggregazione per altri è solo fonte di lucro. Che ingenuo, la vita è così. Chi piomba primo sulla notizia la vende a caro prezzo. Ti chiedo scusa Sergio, io avevo solo intenzione di far circolare l’idea che la vita sia comunque degna d’esser vissuta anche nella consapevolezza della morte. Ti chiedo scusa anche se non c’ho guadagnato un soldo, solo un centinaio di visite in più. Che male c’è poi a guadagnare i soldi, tanti soldi? Che si passa la vita a far quello anziché a viverla, ad avere idee per viverla meglio. Perché i soldi sistemano tutto e mettono il cuore in pace. Ma questa è un’altra storia… E sì che quest’estate Sergio, adesso che rimetto insieme le cose, ti ho anche parlato per chiederti informazioni riguardo la vendita della tua casa in Umbria, vicino ad Alcatraz… Buona cavalcata Sergio!
Qualche mattina fa, per merito di Sergio, di Renata, di Simona, di Matteo, di Mendi, di Rocco, della gamba di Roby, della Nonna, per merito di tutti gli Amici che se ne sono andati e delle stagioni che vanno, tornano e stanno al loro posto, ho scoperto che sono pronto a morire anche se vorrei ancora combinare un po’ di casino qui fuori in giro.
E come al solito la realtà mi si realizza dentro in forma di versi:
Morire è normale conseguenza del vivere.
Cambiare stato per tornare in un altra forma.
Continuo divenire della grande Madre.
Passare e seminare per lasciar raccogliere.
La nostra società che così tanto teme la morte e la cura, la rinvia, la scaccia
è allo stesso tempo così tanto portatrice di morte e sterminio in nome della sua stessa vita.
E sì che basterebbe così poco, per risolverla, la vita,
aver la certezza che una volta andati non è finita.
Nessuna pietra, nessun ritorno, nessuna andata,
siamo sempre stati qui e qui staremo,
perché il corpo forse è solo un contenitore.
Perché si continua a vivere nei gesti, nei ricordi, nei pensieri.
Solo a tenerseli stretti tutti per se, davvero si muore.
Arcano Pennazzi
http://arcanopennazzi.wordpress.com/
Ciao
conoscevo solo i Tuoi disegni .. ma quando va via uno come Te, e' sempre come perdere un pezzetto di tutti noi ..
Un pensiero...
E' stato uno choc ed un ritorno al passato, quando Linus, con Angese e pochissimi altri, era una delle poche luci alla fine del tunnel per un adolescente. Addio... Grazie
Ciao Angese.
Ho saputo solo oggi che te ne sei andato, me lo ha detto un comune amico con cui abbia lavorato in un vecchio grande quotidiano che non c'è più. Mi dispiace non poter vedere più le tue strisce e i tuoi graffi a questa società, però penso anche che adesso sarai libero di essere quello che sei sempre stato, senza dover più rendere conto a nessuno di come l'hai pensata e di quello che hai fatto. E ora cavalca sereno. Ciao Angese.
ciao angese
Ricordi indelebili. Questo mi hai lasciato. Mai conosciuto di persona, con la sola forza della tua penna, della tua satira. Ho 29 anni e già modo di rimpiangere tempi che non ci sono più, e che forse mai verranno ancora. I tempi di Cuore. I tempi di niente paura a scrivere del potere, corrotto e bastardo. Tu non hai mai smesso. Fino alla fine. Ti ammiro molto, e immenso è il mio rammarico nello scriverti soltanto oggi che non ci sei, parole che ho sempre portato con me.
ciao angese.
Quel pomeriggio di sole e mare
L'ultima volta che l'ho incontrato risale ad anni fa, in rocambolesco modo eravamo imparentati. Io, più giovane di lui, allora bimba, lo ricordo già adulto, durante una merenda nella casa al mare. L'immagine è nei miei occhi, sorridente, gentile, spiritoso, forse timido, riservato, da allora ho ripetutamente pensato a come purtroppo l'orribile destino della mia famiglia, essere lontani e nemici, avesse segnato la nostra non frequentazione, la nostra non amicizia. Eppure proprio lui, proprio il suo Male, era stato sempre fonte di rabbia e liti tra me e mio padre. Ieri ho detto a mamma che Sergio era morto, per telefono, è stata in silenzio, ha sofferto per aver visto morire chi ha tenuto in braccio da piccolo. Io so invece di aver perso la possibilità di conoscere veramente una persona che ora so di aver visto bene allora, tanti anni fa: una persona sorridente, gentile, spiritosa, forse timida, riservata.
caro Jacopo, Sergio ci manca assai
caro jacopo, hai ragione, Sergio se n’è andato con dignità estrema.
Se mi avesse visto piangere come un vitello per tutto il pomeriggio alla notizia della sua dipartita, mi avrebbe sicuramente cazziato. Sergio non era solo un fratello maggiore. Con lui se ne va un pezzo della mia coscienza. Ogni volta che avevo bisogno di tirarmi fuori dal mare di merda in cui affoga questo porco mestiere di giornalista, lo sentivo e mi ridava entusiasmo e senso dell'allegria. Mi ricordava sempre che il rispetto per sè stessi e la schiena dritta sono cose bipartisan. E che la dignità non si vende un tot al chilo. Certo magari esagerava, a volte, nell'ignorare la diplomazia, ma era il suo bello. A non immaginarmelo più che sbraita, e ti mette la manona sulle spalle, e ti prende per il culo con quel vocione che spesso si rendeva vocina e rendeva gli uomini piccoli piccoli, mi viene una tristezza infinita. Senza essere troppo mielosi, era la migliore persona che avessi conosciuto. Cristo, come ci manchi diretùr..
Ti rivedrò ai camperi... magari a pasqua
DESTINAZIONE PARADISO
Siamo tutti pronti, bestemmiatori e vergini, gli assassini dietro e gli impostori al loro fianco: c’è posto per tutti ma non per chi crede di meritarsi questo viaggio.
Non temere, sarò al tuo fianco, ti terrò la mano, ti prenderò in braccio e ti accarezzerò i capelli quando sarai stanca. Punteremo dritti al centro del cielo, fino a che ci faranno male gli occhi, attraverseremo notti infinite e mari senza spiagge, penetreremo ghiacci cangianti e lingue di fuoco che sembreranno artigli di drago.
Sarà un viaggio lungo dove anche chi non dovrebbe essere lì, si meriterà la meta.
Poi, ci ritroveremo seduti ad una grande tavola dove ognuno avrà al suo fianco chi vorrà o chi ha sempre voluto: le coppie si riuniranno, le amicizie si rinsalderanno, mangeremo pace e berremo amore, respireremo libertà e parleremo la lingua dei baci.
Ritroveremo ogni amore e rivivremo sensazioni perdute senza più paura di sbagliare, ferire o ferirci, finalmente inizieremo storie desiderate e mai avute o finiremo quelle incompiute o finite male, perché nella città dell’anima ogni uomo o donna sarà una cosa sola, sarà una o tutte, proprio come il padrone di casa.
Allaccia le cinture amore mio che da dove andremo non si riparte più, non esistono malattie e la paura sarà solo un lontano ricordo, un leggero e sporadico dolore al centro del petto… giusto per ricordarti dove sei cresciuta, il profumo dell’erba e che da lì qualcuno ti sta ancora pensando.
Partorita all’alba, dopo un forte temporale, dentro e fuori me. luglio 2005
Ciao Sergio
Indimenticabile, gli devo tanto e lui mi deve ancora un disegno con Martelli (…è un gioco e che resti tra noi).
Mi resterà sempre nel cuore quel suo mettere in guardia noi, allora giovani dalle false promesse di un ambiente insano.
Oggi leggendo jacopo ho capito il perchè.
Ciao Sergio un giorno però dovrai farmelo un Martelli.
Addio Angese
Mi spiace molto, l'ho scoperto poco fa e mi ha lasciato di sasso. Purtroppo Sergio non l'ho più rivisto dalla metà degli anni '90 (sic) ma lo sentivo come una persona amica, con la quale ci siamo fatti un sacco di risate e che mi ha permesso di scoprire un universo fantastico ai suoi corsi di fumetto. E' una stagione allegra, giovane, colorata che se ne va.
Grazie di esistere
[quote]Grazie di esistere, pur nella scomparsa di un grande uomo esisterà sempre
la presenza di un mito.
Mi scuso con te perchè non ti ho più visto, ti assicuro che nei miei
anni formativi sei sempre stato un pilastro di civiltà e ironia.
Grazie dal profondo del mio cuore.
Fabio
Un modesto ma sincero GRAZIE
Ho conosciuto e amato Angese per quelle vignette che rappresentavano l'unico scorcio cartaceo che amavo nel Resto del Carlino.
Mi ero sempre chiesto come fosse possibile che in quel giornale che ritengo un insulto al giornalismo avesse trovato impiego un autore così geniale e imparziale. Mi sembrava la dimostrazione di quanto la bravura possa scavalcare i sistemi clientelari...
Non vale molto ma ci tengo a ringraziare lui e quanti si impegneranno a diffondere e far conoscere ancora i suoi ottimi lavori.
addio sergio
Ciao mio maestro.
Da ieri pomeriggio non riesco a smettere di pensarti, di ricordare i tuoi insegnamenti di vita prima che di disegno. Tutto quello che ho imparato a fare con i fumetti, proprio tutto, lo devo a te.
Ma molto altro devo a te. Ti devo lo sguardo che mi hai insegnato a dare al mondo, soprattutto.
Ti sono stato vicino per tutto il periodo della malattia, anche se ho avuto il timore di chiamarti, di scocciarti, al più ti ho mandato i miei saluti... hai sempre detto che sono "troppo formale", del resto.
Ora non ci sei più e io vorrei dare voce a tutte le emozioni che pervadono la mia mente in queste ore, il mio pianto, ma sono i miei ricordi, i ricordi di un amico che ti ha voluto bene, che ha cercato di "succhiare" il più possibile da te nelle lunghe chiachierate che ci siamo fatte ogni volta che ne abbiamo avuto modo, da quando ero un ragazzino agli ultimi tempi, che venivo a trovarti con moglie e figlia... i corsi, Alcatraz, Case della Nonna, la Locanda del Gallo, e poi le mattine al Bar Devil, i periodi a casa tua a Santa Cristina, fino a questa estate a Massa Martana.
Non ti dimenticherò mai, non scorderò le tue due anime ereditate dai tuoi due nonni, e ti sarò eternamente grato per tutto quello che mi hai dato.
Non so se riuscirò mai a fare seriamente questo lavoro di cui mi hai fatto innamorare e da cui mi hai sempre messo in guardia, certo è che comunque andrà, lo dovrò a te. Grazie mio maestro.
Lettera di jacopo fo ad Angese
Volevo solo dirti,che è una lettera bellissima.Ciao.
che tenerezza
Angese che riempiva di intelligenza le pagine di "Cuore" è l'ultimo ricordo che ho di Angese. E' vero, è una vergogna che da allora in poi non gli abbiano più permesso di lavorare.
Ma il bellissimo commiato scritto da Jacopo Fò gli restituisce un po' di quella gloria che meritava. E la tenerezza.
Una voce libera
Sono cresciuto osservando nelle vignette di Angese
lo stesso sguardo libero e dissacrante di quel bambino
che nella fiaba vede la truffa dei finti abiti nuovi
dell'imperatore e non ha timore alcuno nell'affermarne
a gran voce la nudità.
Un forte abbraccio ovunque nel cielo,
Paolo
Ciao Grande Angese
Mi mancherai tanto.
Sono cresciuto con le tue vignette.
Il tuo Longo mi ha aperto orizzonti che non avrei mai esplorato.
Craxi che spaventa Martelli facendogli il rumore "Jumblad", Minimo D'Alema, le strisce di Reagan e Bush sono state il mio pane durante i duri anni in cui dovevo far passare le ore sui banchi al liceo...
E la maglietta che mi hai disegnato nell'87 alla festa di Tango a Montecchio è il ricordo più fisico che ho di te.
Come farò ora?
Ciao
SB
Grazie Sergio
Ti avrei voluto ringraziare prima per tutto quello che mi hai insegnato e che porto sempre con me. Lo faccio adesso, sperando, anzi credendo, che tu possa ascoltare...Non ti dimenticherò mai
Ho potuto parlare con Sergio
Ho potuto parlare con Sergio una volta sola, e per puro caso, trent'anni fa, in un baretto vicino al cinema Farnese.
Stava nascendo un giornaletto che si chiamava "i quaderni del sale", se non sbaglio, che poi avrebbe avuto un grande successo sotto altro nome.
Mi è rimasta l'impressione di essere stato testimone (nella parte del passante anonimo) di un momento incredibile e di un talento immenso.
Siamo tutti più poveri e soli, oggi.
Ciao Sergio...
ti mando un bacio. Sara
Ciao Maestro...
...da uno dell'Eco della Carogna, che non ha mai imparato abbastanza da te. Sei stato un grande Maestro. Lasci un vuoto immenso.
Ciao grandissimo...
Che tu possa cavalcare in ogni cielo...
Troppo triste. Ciao Sergio.
Troppo triste.
Ciao Sergio.
non riesco a pensare a
non riesco a pensare a nient'altro se non alle nostre passeggiate a cavallo e al guado al galoppo che tanto ci divertiva.
Era un momento difficile per me ma la tua amicizia e la tua leggerezza mi hanno dato momenti di vera felicità.
Capisco Jacopo quando dice che te ne sei andato con grande eleganza.Tu sei l'uomo più elegante che abbia mai conosciuto. Nella tua satira feroce c'era l'eleganza di chi -libero sopra tutto e tutti- poteva permettersi di dire quello che pensa e non avevi bisogno di essere volgare per far ridere...eri intelligente...
Sono contenta che ci sia Astarte a segnare il tuo posto...grande cavallo per un grande guerriero.
Mancherai...tanto. Mancherà la mattina aprire il computer e godersi la tua vignetta...una grassa risata o un ghigno dipendeva e la giornata cominciava e ti sentivi un privilegiato a vedere la vita,la religione,la politica, attraverso il tuo pensiero...duro e puro mai banale sempre libero.
ciao amico mio vai e fai un pò di casino ovunque ti capiti di essere adri
Arrivederci
Un saluto ad una persona che ha meritato la stima di molte persone. Ciao
La morte di Agnese
Non lo conosco personalmente ma dopo tante sofferenze fisiche e psicologiche spero proprio che le praterie del cielo lo accolgano con gioia!
Stamani ho appreso della
Stamani ho appreso della morte di Sergio.
Avevo lavorato con lui ad Alcatraz nel 92 o 93, aiutandolo nei corsi di fumetto.
Lo consideravo un amico, anche se non lo vedevo da tempo, e adesso me ne rammarico.
Ricorderò sempre il suo modo accattivante di raccontare ogni piccola storia, e il suo sorriso, aperto ed un po' beffardo.
Quello che ha scritto Jacopo di Sergio ha riacceso i ricordi bellissimi di quelle stagioni umbre.
Ti saluto Sergio.Sarai per me un ricordo indelebile.
L'amico Marcello, detto "Bartali"